Cresce anzitutto
la convinzione che la relazione interpersonale e comunitaria
è parte integrante di qualunque iniziativa con cui
si annuncia il Vangelo: il servizio prestato non è
separabile dalle modalità con cui viene svolto e dal
nostro modo di vivere come comunità, come amici nel
Signore. Già questo è di per sé annuncio
della Buona Notizia. Soltanto quando la nostra esperienza
e comprensione di Dio producono senso, soltanto se ci impegniamo
nella ricerca di modelli di vita comunitaria, di attività
e di servizio centrati sulla relazione con il Signore ed effettivamente
significativi anzitutto per noi, potremo essere testimoni
di qualcosa che sarà rilevante anche per i nostri contemporanei,
con i quali desideriamo cooperare.
Da questa convinzione è scaturito il tentativo di formulare
insieme un progetto attento al dialogo nella cultura,
alla riflessione nella società e alla
promozione della giustizia. Si tratta non
solo di conoscere, ma di entrare nei processi di elaborazione
della cultura, inscrivendosi (incarnandosi) nelle dinamiche
della sfera pubblica: colloquiare e dare la parola a chi può
testimoniare esperienze di vita spirituale, interagire con
chi produce opere culturalmente significative e anche con
chi è ai margini della società, favorire le
relazioni umane anche in termini istituzionali. Il tutto secondo
uno stile di collaborazione e di accoglienza, intesa come
continua ricerca di mettere concretamente a disposizione anche
di altri le nostre possibilità di vita umana. |